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domenica, dicembre 31, 2006 Ultime ore del 2006. Tra poco sceglierò se riempire la vasca o aprire la doccia (più probabile la seconda, non ho tutto 'sto tempo), poi aspetterò che mi suonino da sotto, scenderò spero adeguato all'evento, nel mio cappotto scuro e con le scarpe da tango nere già ai piedi. Circa mezz'ora d'auto, poi voglio ballare fino all'alba... Ultime ore del 2006. Bilanci? Vediamo un po'... Anno strano ma denso, questo che muore. Credo di poter dire che, e per me non è scontato, sia stato il più interiore della mia vita. Non ho smesso né di fare né di vivere, ma ho imparato a non avere paura nel fermarmi e nell'ascoltare le emozioni, anche se dolorose. Non più "ecco cosa farò visto che succede questo", ma "succede questo, fermati un attimo, aspetta, soffri se necessario". E' l'anno in cui ho incontrato il tango. Oggi, dopo pranzo, a furia d'insistere, ho convinto mio fratello ad esercitarsi nella salida basica. La sua ragazza l'ha guardato per quell'oretta di goffi tentativi, lo ha incitato, poi s'è unita a noi e verso la fine sono riusciti ad arrivare neppure malaccio al passo otto... Lei l'ha guardato con occhi davvero innamorati e riconoscenti, riconoscenti per lui, che si era sforzato per un'ora di ballare, un qualcosa che mio fratello ha sempre rifiutato affermando perentoriamente di esserene geneticamente impossibilitato... Lui ha ricambiato il suo sguardo e entrambi si sono aperti in un sorriso che non scorderò. Valeva la pena d'incontrare il tango solo per questo istante, per esserne stato parte ed anche artefice. Valeva la pena, questo 2006, anche solo per questo... Auguri a tutti. Siate felici, se potete... postato da qoelet |
18:57 | commenti (2)
giovedì, dicembre 28, 2006 Basta con quest'eteno chiedersi come sarebbe meglio io fossi, basta con quest'agonia da quiz del cuore, perennemente alla ricerca di una giusta risposta. Sono così, son fatto così, bello o brutto c'ho messo l'anima. Solo sulla purezza, sulla bellezza e sulla disperazione del mio amare non ammetto si dubiti: quella è sacra. Dedizione stupenda, intensità sempre palpitante... Forse stupida, ingenua, direte voi. Di certo m'ha complicato la vita, con 'sta cazzo di sindrome da cavaliere senza macchia e senza paura. Ma sto imparando la difficile arte della tolleranza di se stessi e la pazienza silenziosa di chi non deve piacere a tutti i costi. E, quel ch'è più difficile, la trasparenza nel guardarmi dentro. Lasciare che certe finestre si aprano, e sbattano pure le imposte, senza troppa paura di ciò che si vedrà. Lasciare che affiorino emozioni e, peggio, che escano i miei fantasmi, che fanno male, che sento il cuore che mi si stringe. Di poche cose son certo e le metto in fila: 1) Nulla sarà mai più come prima. Ho varcato una soglia la cui porta s'è richiusa alle mie spalle e non ho più la chiave per aprirla. Ma sarebbe meglio dire che, se pure fosse aperta, mai accetterei di fronte a me stesso di tornare indietro. 2) Non accetterò mai di essere amato come il meno peggio dei compagni possibili. 3) Il dolore non è mai ignorabile, chi fa finta di nulla lo paga più tardi con gli interessi. La vita è anche dolore, è bene abituarsi a conviverci ammettendo le proprie debolezze piuttosto che alambiccarsi il cervello con teodicee laiche che fan ridere i polli. 4) Ballerò il tango per tutta la vita... postato da qoelet |
09:54 | commenti (8)
mercoledì, dicembre 27, 2006 Dunque. E dico dunque. Mi lascio convincere da mia madre. Mi lascio convincere del fatto che una bambola, seppure tecnologica (piscia, caga, repira, parla, ha orifizi vari dove inserire siringhe, biberon, ciuci e altri ameni ammenicoli...) è un bel regalo, li lega ad un mondo infantile che oggigiorno viene negato troppo in fretta. Mi lascio convincere che non è vero che la guardano dieci minuti e poi più, che una bambola è un regalo per sempre, la terranno nella cameretta sui ripiani di fronte ai letti, ci dormiranno assieme... Insomma la prendo. E costa, cazzo quanto costa! Vabbè, se è per loro, se le tiene legate al mondo infantile che oggigiorno viene negato troppo in fretta ecc. ecc.
Ieri pomeriggio festa con parentame, a casa dei miei eravamo in ventiquattro, sioressiori dicansi ventiquattro. Dopo la regolare fondina di cappelletti in brodo le bimbe con cuginette annesse chiedono di andare in camera a giocare. Controllo che abbiano mangiato tutto e concedo apostolico nulla osta, cui segue vociante sciame di bambine che infilano la porta. Io torno a tavola, con l'amletico dilemma se dedicarmi alla faraona arrosto e al cotechino con le lenticchie... Passa una mezz'oretta buona. Dalla camera dove sono le bimbe non è ancora uscita nessuna piangendo o urlando, quindi mi preoccupo. Mi alzo circospetto, arrivo alla porta che socchiudo piano piano. La scena che si presenta ai miei occhi è la seguente: la mia figlia più grande si sposta nella stanza zoppicando e reggendosi ad un improvvisato bastone, urlando "lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo!"; la mia piccola con due sottobicchieri in argento trafugati dalla vetrinetta di mia madre finge un elettroshock urlando a E., il cuginetto più piccolo, "scarica!"; la C., la più grande, piegata sulla bambola, le pratica respirazione bocca a bocca... Da cui segue la domanda. Ma io, alle mie figlie, il dottoraus glielo faccio vedere ancora o lo proibisco? E ancora. A mia madre, quando me la menerà ancora col mondo infantile che oggigiorno viene negato troppo in fretta, cosa faccio, le sputo in un occhio o no? postato da qoelet |
11:07 | commenti (1)
mercoledì, dicembre 20, 2006 Ci sono dei giorni in cui la pochezza della gente che lavora con te esonda, diviene un torrente in piena che ti travolge e annega. Son quei giorni in cui davvero hai voglia di alzare bandiera bianca, di mandare tutti a fare in culo. Il muratore, vorrei fare io... perché non mi risulta che i mattoni parlino. Li devi impilare per benino uno sopra l'altro e legarli col cemento, che nemmeno quello, mi dicono, parla.
E la cosa che ancora di più aumenta il senso del mio sconforto è che le piccinerie per le quali ci si scanna e per le quali vieni chiamato in causa sono parte di un mondo piccino piccino, asfittico, infantile. Hai l'impressione di perdere il tuo tempo, che la vita ti scappi via veloce tra le dita. La senti sprecata, svenduta... avete idea di quanti tanghi avrei potuto ballarci al posto di queste riunioni e colloqui del cazzo per far andare d'accordo gente che andrebbe solamente presa a calci in culo? postato da qoelet |
12:39 | commenti (6)
martedì, dicembre 12, 2006 Oggi, per caso, ho scoperto di compiere gli anni nello stesso giorno del grande Carlos Gavito... Ventisette aprile. Magari non vuol dir niente, però a me fa piacere!
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14:47 | commenti (5)
sabato, dicembre 09, 2006 Cena strana stasera... Tra Ostiglia, chi la da e chi la piglia, bimbi scalmanati, narghilè da caricare, home page da fare... Che volete che vi dica! Che ho amici bellissimi, anche se prendono la porta alle undici / undici e trenta...
mercoledì, dicembre 06, 2006 Ikea, croce e delizia... Non ho resistito, ho chiamato anche oggi. Il favoloso pavimento in legno Balk impiallacciatura in rovere ancora non è arrivato. E io che ho lì, a far niente, ottantacinque, siore essiori, dico ottantacinque metri quadri di mansarda che con una ventina di candele colorate e accese mi sembrerà di essere a Buenos Aires... La mia milonga privé... Corri, Balk, corri!!!
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17:03 | commenti (4)
venerdì, dicembre 01, 2006 Devo darmi una regolata. Sto esagerando, decisamente. Devo darmi una regolata. Perché passi pure che credi di essere solo in ufficio davanti alla fotocopiatrice che ronza; passi pure che recuperi copie ed originali e non ti giri, no, ma pivottando leggermente cerchi di raggiungere la scrivania a furia di ocho atras; passi pure che quando ormai sei davanti alla seggiola con un fenomenale lapicito ti giri perfettamente in asse portando con somma eleganza il piede sinistro in avanti, pronto per il passo tre... Ma con l'espressione attonita del fattorino che ti guarda dalla soglia, salito per una firma sulla bolla di consegna... con quella faccia lì, gli occhi sbarrati e la bocca semiaperta... come la mettiamo con quella?
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18:02 | commenti (8)
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