about Frammenti, diario, pensieri del tutto umani altri link Chicavq Cofano FolleOphelia Gianky Monade9 Monicabionda Oneforthepot Parmachiara Peterpanecampanellino Tangoquerido Traminer VogliadiTango blog archivio ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 settembre 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 counter visitato *loading* volte |
martedì, ottobre 31, 2006 Sottile ed esile quel filo di sintonia che ti lega ad un corpo altro ma attaccato al tuo, quando balli un tango. Sottile ed esile, da nutrire, da far crescere, da difendere nel poco spazio della pista, dove al lamento del bandonion si mischia il trascinato fruscio delle suole che muovendosi non abbandonano il pavimento. Senti il respiro di un petto appoggiato al tuo petto, senti il tuo movimento diventare il movimento di due, senti un'armonia che da sempre avevi cercato, forse a parole dette, e che ora scopri lì, con meraviglia, nelle parole senza suono di una danza argentina. E il tempo si ferma.
postato da qoelet |
08:40 | commenti (2)
venerdì, ottobre 27, 2006 E devo dire che ieri sera L., il maestro di tango, m'ha sorpreso. Durante il corso avanzato, che io ero seduto che è troppo avanzato per me, mi arriva vicino, neanche me n'ero accorto. Si china a pochi centimetri dalla mia fronte e mi sorride. E io penso "porca vacca è gaio anche 'sto qui", che state certi che se c'è un ragazzo omosessuale nel raggio di dieci chilometri lo attiro come il miele le mosche. Mi sorride, gli sorrido. "E dove li hai presi 'sti pantaloni?". Io rimango lì un attimo, non so bene se è una domanda trabocchetto o se davvero gli interessano le mie braghe. Ma poi faccio fede alle poche notizie che avevo su di lui e decido per dargli fiducia sulla seconda che ho detto... "Eh, al banco degli slavi in Ghiaia". Lui rimane lì, con quella faccia di chi non ha capito. "Hai presente il mercato della Ghiaia al sabato mattina?". "No". "Ah... Beh insomma tu prendi via Carducci dai portici e fai un venti metri, poi sulla destra prima della piazzetta c'è il banco degli slavi, che vendono tutto a 3 e 5 euro". "Ma davvero?". "Giuro". "E li hai pagati 3 euro questi pantaloni". "No, 5 euro. Erano nel mucchio della roba cara". "Ah, vabbè... Comunque costano pochissimo". "Sì però son fallati". "Ah... Cos'hanno?". "Ma niente, qui in vita hanno un coso, un tirante col poussoir che non tiene, però sta sotto la cintura e non si vede oppure te lo fai togliere, basta scucire qui". Per mostrargli il tirante col poussoir faccio per slacciarmi la cintura e lui si china sulla mia patta per vedere meglio. In quel momento con la coda degli occhi vedo la maestra di tango... che ci guarda... vi lascio immaginare l'espressione del suo volto. Comunque andrà a finire che glieli regalo 'sti pantaloni made in Tunisia, anche se li ho da tre anni e ci sono affezionato. Che trovarne un altro paio nel mucchio delle robe care al banco degli slavi è dura, ve lo garantisco io... postato da qoelet |
16:23 | commenti (2)
lunedì, ottobre 23, 2006 Diciannovemilanovecento contatti circa. Perbacco, ragazzi e ragazze, qui ci vorrà un premio per il ventimillesimo avventore... Che so, un buono pizza oppure un post dedicato. Non so, se avete suggerimenti da darmi li gradirei. Che non sono mai stato bravo a scegliere regali, io. postato da qoelet |
17:11 | commenti (4)
venerdì, ottobre 20, 2006 Eh, stasera c'ho la cena anarchica, che mi ci ha invitato l'amica T... Imperdibile. Mi sa che mi metto su la maglietta "Good bush bad Bush", ch'è una delle mie preferite. Poi domani vi racconto com'è andata.
martedì, ottobre 17, 2006 Il contatto quotidiano con la vecchiaia sofferente è per i più insopportabile, me ne accorgo dai modi e dagli occhi di chi capita qui per dovere. I corrieri scaricano con inusuale fretta, i manutentori lavorano in silenzio sperando di essere ignorati. Per me è meno difficile, ho ormai l'abitudine in questi ultimi anni di lavorare con e per gente che soffre e suda, siano essi bambini o anziani. Mi capita normalmente a pranzo di mangiare con un panorama ben visibile di cateteri o persone in avanzato stato di demenza che a fatica riescono a trattenere in bocca il cibo frullato e spesso lo restituiscono in forma di sputo o, peggio, vomito.
Il contatto quotidiano con la vecchiaia sofferente ti insegna la bellezza della gioventù e l'importanza della salute: è più difficile lamentarsi dopo aver ascoltato la storia di C., che mi confessa ogni giorno di sperare nella morte e tu fai perfino fatica a non dargli torto. Tre mesi fa a cavallo della sua vecchia Guzzi andava in Liguria a mangiare il pesce da amici, poi un ictus l'ha colto la notte e al risveglio s'è scoperto prigioniero di una carrozzina, nemmeno più capace di bere da un bicchiere. Poco fa ero in bagno e la specchiera di fronte a me sopra il lavandino mi ha rimandato la mia immagine. Mi sono scoperto bello, il ventre piatto e muscoloso, le spalle larghe, le vene delle braccia ben visibili e palpitanti, il volto segnato da un poco di barba nerissima e la testa un po' arruffata di capelli ricci e argentati. E mi sono detto ch'è importante conservare la memoria di questa bellezza, che sarò vecchio anch'io e mi attaccherò, spero serenamente, a queste immagini. Come G., anche lui in carrozzina, che la settimana scorsa mi ha mostrato una vecchia polaroid in bianco e nero: lui e Adorni in bicicletta al Passo della Cisa, sudati, sorridenti con le gambe giovani e muscolose. Piangeva mentre la guardavamo... Voglio immagini di questi miei anni, di questo mio corpo. E voglio che sia lei a fotografarmi, lei che questo corpo l'ha fatto fiorire. postato da qoelet |
13:56 | commenti (8)
lunedì, ottobre 16, 2006 La mia docente tutor all'università dei moti del cuore, la dott. "Miocoltello" mi ha condotto, devo ammetterlo, attraverso un piano di studi rigoroso ed efficace. Al primo anno ho passato benissimo Passione I e Passione II (30 e lode cum laude) ed anche il seminario di Erotismo Avanzato, ch'è stato pure divertente. E lì ho avuto l'impressione che tutto sarebbe stato facile facile. Poi le complicanze sono sopravvenute al secondo anno, quando in Autoanalisi Guidata I ho cominciato a zoppicare. E dire che l'impegno mica mai l'ho lesinato, è proprio che per me erano cose nuove che al liceo non avevo mai fatto. Ho visto i sorci verdi, infine, con Autosmascheramento I e II. E quelli son duri, ve lo garantisco. Mica son così scemo o sprovveduto, cosa vi credete! E' che per me erano materie nuove, non avrei mai creduto che studiare quelle cose lì sarebbe servito nella vita: alle mie mascherine c'ero pure affezionato che mi facevano sentire bene. postato da qoelet |
15:34 | commenti (1)
venerdì, ottobre 13, 2006 Ma di certo uno dei miei principali limiti è l'incapacità totale di lavorare mentalmente in multitasking. Insomma, quando un pensiero mi assorbe mi occupa il 100% della CPU ed io divento del tutto incapace di dedicarmi ad altro. Ed è lì che cominciano i guai: in strada prendo per default la strada che si presenta più diritta e spesso mi accorgo dell'errore diversi chilometri più in là. Una tragedia, la mia ex-moglie diceva che tanto questo è un difetto della razza maschile, che non c'è nulla da fare. Adesso il problema è il tango, che mentre guido ripenso ai passi e alle figure: l'altro ieri ero tanto concentrato su un ocho cortado che ho imboccato una rotatoria e c'ho girato intorno tre volte...
Ma il colmo lo raggiunsi tanti anni fa, ai tempi degli studi universitari. Stavo preparando un esame, credo, di filosofia moderna: doveva essere Nietzsche o Stirner, o giù di lì. Sento impellente il bisogno di andare in bagno, ma la testa mi rimane concentrata sul libro. Penso, penso, sento una sinapsi che non si vuole aprire, non creo un collegamento che è lì, a portata di neurone. Entro in cucina ad ampie falcate, mia madre credo stesse preparando una torta. Di fianco al secchiaio c'era la pattumiera, una di quelle abbastanza alte in acciaio che si aprono con una pressione della pedalina in basso. Mi piazzo lì davanti, gambe ben piantate per terra. E intanto quel pensiero mi frulla ancora nella testa e non riesce a tovare il cassettino giusto dove sistemarsi. Mi sgancio la patta delle braghe e, bello come il sole, innaffio, se non ricordo male, delle bucce di patate. Mia madre lancia un urlo che ancora ricordo. Io mi risveglio dalla mia trance filosofica e chiudo la cataratta, ma ormai è tardi (e detto per inciso, per un uomo ci son poche cose fastidiose come chiudere quel rubinetto quando già l'avevi aperto...). Mia madre mi guarda allibita, io non so che dire: "Scusa mamma, è che ero concentrato sull'esame". "Sì, ma se ti fa quest'effetto è meglio che fai ingegneria, figlio mio". postato da qoelet |
14:02 | commenti (1)
martedì, ottobre 10, 2006 Il passo cinque della salida è bellissimo, è l'esitazione palpitante... E non si può capire il tango se non si è capaci di esitare, se non si ha il dono dell'attesa e dell'ascolto sino all'ultimissimo istante. Il passo cinque te lo puoi giocare veloce o lento, a seconda della musica, a seconda della dama. Mi piace il passo cinque.
Ho troppa fretta di imparare, ed in questo tradisco quel mio amore per l'esitazione. Nella frenesia di poter essere come chi balla da anni e si muove in pista con familiarità e facilità, spreco il dolce sapore del tango, non riesco a concentrarmi sulla musica, ma solo sui passi. E sia, voglio essere tollerante con me stesso, dopotutto tangheggio da pochi mesi... Ancora lunga è la strada, sono tanti i passi cinque ancora da camminare. sabato, ottobre 07, 2006 Dovreste vedere Monade9 ballare! Chiude gli occhioni scuri, le sue labbra diventano ancor più sottili. Si muove leggera e sinuosa sulla pista, e capisci veramente, guardandola, che una delle poche cose capaci di lavarle via le amarezze è proprio il tango. Come dire, tangoterapia...
postato da qoelet |
12:28 | commenti (3)
martedì, ottobre 03, 2006 Busto eretto, asse perpendicolare quando si balla il tango. Bisogna che me lo ficchi ben in testa, che c'ho 'sta maledettissima mania di far spazio a tutti i costi alla mia dama, di piegarmi perché lei si distenda. L'effetto è sempre disastroso, cacofonico direi. Quando invece l'uomo è uomo nel tango, schiena diritta, spina dorsale come un filo a piombo, allora anche la sua donna pare trovare un suo spazio perfetto, si adagia aderendo dolcemente, quasi avesse avuto da sempre un appuntamento lì, in quell'angolo del tuo corpo...
lunedì, ottobre 02, 2006 Nonostante sia stato infarcito dalla più tenera età di strambi dogmi cattolici neo-ellenisti, a nulla è valso il tentativo: man mano, in specie dagli anni dell'università in poi, ha avuto la meglio una formazione fortemente analitica e razionale, che credo molto più congeniale alla mia natura...
Degli dèi del Pantheon greco sempre m'ha affascinato ed incuriosito Nemesi, la dea dispensatrice e vendicatrice, colei che compensava con il male i fortunati eccessi degli umani. Ma sempre ho creduto che, in fondo, chi sa cogliere le cause prevede gli effetti, sempre ho creduto che una buona mente è come la donna del Salmo 31, che "non teme la neve per la sua famiglia, perché tutti i suoi di casa hanno doppia veste". Ed è armato di questo bagaglio che ho affrontato il capitolo amoroso della mia esistenza. Mi aveste chiesto: cos'è amore? Vi avrei coniugato il lemma nei tanti modi in cui si manifesta: cura, fedeltà, affetto, passione, sesso e quant'altro. Tutto in fila, tutto al suo posto, tutto, in definitiva, sotto controllo. Ora che invece vivo di un amore demente (de-mentis), un amore che non sta in nessuno dei cassettini analitici di cui mi ero faticosamente munito, un amore che mi riempie, che mi convince ch'è conveniente dare tutto senza aspettarsi nulla in cambio, pur se tanto ricevo... ebbene, ne concludo che con Nemesi non si scherza, che Nemesi ti viene a trovare prima o poi, specie se t'illudi che con te è inutile, che con te non attacca. postato da qoelet |
16:40 | commenti (3)
|