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sabato, novembre 05, 2005 Eh, l'educatore... Parola grossa. Mi piace in questo momento scrivere due parole su quali sono i rischi più grossi che corre un educatore nello svolgimento del proprio lavoro. Non so bene perché lo faccio, sarà che 'sto mestiere mi sta entrando nel sangue, come il lambrusco che si beve alla fine dell'allenamento del giovedì... Fatto sta che pochi giorni giravano nella mia testolina questi stessi pensieri che provo a mettere nelle prossime righe.
Il rischio più grosso dell'educatore? Beh, credo sia il sottile senso di potere che la tua posizione, sempre che tu faccia bene il tuo mestiere, ti dà. Mi spiego: quando conquisti il cuore di un bimbo (e la cosa non è né facile né scontata) assapori l'enorme soddisfazione di vedere un futuro uomo o donna che ti segue, che di te vuol sapere tutto, che gli piace ciò che a te piace, che fa di tutto per essere bello ai tuoi occhi. Nessun educatore può ottenere veri risultati se non ottiene questo, se non conquista il cuore di un bambino. Ma al tempo stesso l'inebriante senso di potere che tutto ciò ti dà può davvero essere pericoloso. Perché in taluni momenti ti chiedi se le cose che chiedi a questo bimbo sono buone per lui o buone per te, che lo vedi seguirti. Perché è difficile rimanere in secondo piano, sullo sfondo, quando invece la tentazione è di metterti in prima fila perché tutti possano vedere quanto bravo sei stato nel conquistare quel bimbo difficile, quello che faceva le scenate, quello che era già stato dato per perso, quello che sputava e gridava nei corridoi. È difficile farsi in disparte per non fargli troppa ombra, per dare lo spazio a questa giovane piantina di rinforzarsi, di alzare il suo fusto, di affondare le sue radici. Siamo archi dai quali scocca una freccia... postato da qoelet |
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