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Frammenti, diario, pensieri del tutto umani

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lunedì, maggio 16, 2005
 
Quattrocentomila (dico quattrocentomila) persone trasportate in una città di centosessantamila abitanti. Vino a fiumi, canti tristi che riempiono le strade (ma perché all'alpino ci muore sempre la mamma?...), improbabili veicoli cavalcati da giovani e vecchi in camice a quadrettoni, urla e fischi per le sottane che passano... Che fine settimana! E non una rissa, non un muro spruzzato di vernice, al massimo qualche pisciata contro le piante dei parchi pubblici...
Io amo pensare che sia questo lo spirito del nord, lo spirito di un popolo che ha sofferto e si è rialzato infinite volte. Amo vedere che in questa sorta di grande orgia panica non si sia visto mai un simbolo politico, ma solo migliaia di migliaia di tricolori. Alla faccia di Bossi...
Mi sa che il prossimo anno mi faccio prestare il cappello da mia nonna e salgo su ad Asiago!
postato da qoelet | 16:03 | commenti (4)


giovedì, maggio 12, 2005
 
Ora voi dovete sapere che qui a Parma si celebra nel fine settimana la festa nazionale degli Alpini. Che noi ci vogliamo un mondo di bene agli Alpini, noi leva parmense che venivamo tutti dirottati nel Bellunese o giù di lì a fare la naia (io no, io obiettore...). Allora, dicevo che ieri col mio scooter ecologico quattro tempi stavo tagliando nel mezzo il centro, driblando come al solito biciclette, taxi autobus e quant'altro. Mi fermo al semaforo di via Mazzini, a fianco di una Audi targata francese. Sono dalla parte del conducente, la donna sul lato passeggero ha il finestrino aperto, in mano una carta topografica del globo scala 1:10.000: credo stia cecando un vicolo del centro di Parma. Dalla piazza parte in quel momento un trattorino tosaerba con al traino alcuni carretti bassi bassi. Su ciascuno di essi siede, tipo slittino, un bell'alpino di veneranda età ma con la penna sul cappello ancora bella tesa (non so se mi spiego...). Le dieci braccia in tutto credo reggano all'incirca venti bottiglie tra vine e grappa: procedono a zig zag risalendo la via, finché notano la signora francese che si sbraccia con la cartina in mano. "Questa è scema", penso io. Ma anche gli altri fermi al semaforo. Il trattorino, contromano, si ferma di fianco all'Audi. "Sivupléuninfomasion...". E via in francese, a chiedere di non so quale albergo. Gli Alpini la guardano inebetiti, uno allunga la bottiglia per offrire da bere. La signora continua a parlare francese velocemente, il semaforo diventa verde, l'autobus impaziente dà un colpo di clacson. Gli Alpini la guardano in silenzio, probabilmente nemmeno loro credono di stare vivendo quella scena. Poi all'improvviso il guidatore si gira verso i commilitoni e urla un "Viva la monaaaaa!!!" che si sente fino alla Crocetta. E tutti gli alpini in coro: "Viva la monaaaaa!!!". Il trattorino riparte, l'Audi pure... Nell'abitacolo scorgo la donna che guarda avidamente la carta. Avrà trovato 'sta via La Mona?
postato da qoelet | 11:48 | commenti (2)


mercoledì, maggio 11, 2005
 
Ti amo. Amo la dolce curva della tua clavicola sotto il collo, amo i tuoi capelli neri come la notte, amo le tue labbra sottili. Amo i tuo fianchi, morbidi e decisi, amo il tuo seno perfetto, amo la tua schiena profumata. Amo i tuoi silenzi, che spesso mi angosciano, amo le tue parole taglienti come un rasoio, amo i tuoi sorrisi e il tuo accoccolarti stretta a me nel letto. Amo ciò che le tue mani creano, amo i libri che leggi, amo le sere in cui corro da te. Amo te, stupenda come sei. Ti amo.
postato da qoelet | 13:50 | commenti (4)


lunedì, maggio 02, 2005
 
Adesso sì che si cresce, adesso sì che l'amarsi è camminare... Certo è fatica, certo era più bello sognare che tutto sarebbe filato liscio come l'olio, come negli ultimi minuti dei film, come nelle favole. Invece, con gli occhi bene aperti, assisto alla mia autopsia. E senza anestetico! Il coltello che mi ama ha tempi suoi, com'è giusto che sia. Mica sta lì a perdere tempo. Giusto, penso anch'io. Che mi sa che di tempo ne ho perso un po' troppo in passato.
postato da qoelet | 16:50 | commenti (2)