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venerdì, gennaio 28, 2005 Incomincio a preferire i film raccontati a quelli visti. Perché dieci ore al giorno sono pesanti, se lavorate bene. E capita che arrivi a casa, e hai un film da vedere al caldo di un divano e dell'abbraccio della donna che ami. Solo che ti si chiudono gli occhi per la stanchezza...
Quando mi succedeva tempo fa mi arrabbiavo, mi sgridavo anche, nel tentativo di non dover riconsegnare un film che avevo pagato senza nemmeno sapere come andava a finire. Adesso mi lascio dolcemente scivolare nel sonno, sento le voci lontane degli attori che diventano via via più fioche... Poi quando mi risveglio c'è lei che mi racconta quel che ho dormito. E nel suo racconto le trame si fanno ancora più avvincenti, i sentimenti ancor più passionali, i personaggi tanto più veri... Ed è bello vederla parlare, con gli occhi scuri e la testa appoggiata al mio petto. postato da qoelet |
17:44 | commenti (5)
lunedì, gennaio 24, 2005 Avete visto, ma soprattutto ascoltato, la lunga intervista ad Elie Wiesel di ieri notte? Che poi si dice che le ricorrenze non servono a nulla, che ricordarsi di qualcosa per un giorno all'anno vuol dire che ti senti autorizzato a dimenticartene per tutti gli altri e bla bla bla. C'è del vero, per carità. Però se non ci fosse stata la ricorrenza del genocidio ebraico credo proprio che noi ieri notte non avremmo potuto vederla quell'intervista.
E alcune delle cose che ha detto mi sono davvero entrate profonde, che sentivo le budella girarsi. Come quando ha parlato degli scrittori, che più delle altre categorie di sopravvissuti ai lager si sono suicidati dopo la liberazione dei campi. Perché gli scrittori non hanno che le parole, e quando si accorgono che le parole non bastano a raccontare o non sono capite, allora si può anche morire ad Auschwitz dopo che Auschwitz è diventata un museo. Come quando ha parlato della natura umana, del suo "principio speranza", del fatto che per il solo fatto di essere uomini siamo come costretti a trovare una ragione e una speranza per quel che facciamo, sempre e comunque. Che se anche Dio non esistesse continueremmo a cercarlo o almeno ad averne nostagia, perché non possiamo vivere senza sperare, nemmeno nei tempi più bui... postato da qoelet |
14:33 | commenti (3)
venerdì, gennaio 21, 2005 La storia di Giovanni il Battista è molto piaciuta ai bimbi. La maestra l'ha prima letta dalla "Bibbia del bambino", poi ha fatto fare un piccolo riassunto che doveva essere accompagnato da alcune vignette. Queste, nell'ordine, dovevano descrivere: Zaccaria nel tempio di Gerusalemme mentre brucia l'incenso; Zaccaria che incontra l'angelo; l'angelo che annunzia a Zaccaria la sua imminente paternità e l'incredulità di lui. Mentre, nel brusio creativo, le testoline sono tutte chinate sui quaderni, A. alzando la mano chiede: "Maestra, ma cosa ci risponde Zaccaria all'angelo?". "In che senso?". "Cioè, io nel disegno ci sto facendo le nuvolette come quelle dei fumetti, e mi manca quella di Zaccaria. Cosa ci dice all'angelo?". "Beh, fate voi bambini. Non vi ricordate la storia? Se non lo sapete metteteci una cosa che secondo voi ha detto Zaccaria, usate la vostra fantasia...". Io l'avevo capito subito che tutto 'sto lasciar fare sarebbe stato pericoloso, che magari era meglio dircelo noi cos'aveva risposto il povero Zaccaria. Di seguito, in ordine sparso, alcune versioni dei ragazzi della terza A che reputo degne di menzione: (Scena 1) Angelo: "Tu diventerai padre Zaccaria"; Zaccaria: "Ma è impossibile, siamo troppo vecchi!". (Scena 1) Angelo: "Tu diventerai padre Zaccaria"; Zaccaria: "Ma è impossibile, siamo troppo vecchi!". (Scena 1) Angelo: "Tu diventerai padre Zaccaria"; Zaccaria: "Ma è impossibile, siamo troppo vecchi!". Ma io li amo 'sti bambini, li amo alla follia! postato da qoelet |
18:02 | commenti (4)
giovedì, gennaio 20, 2005 Riporto dal sito di Repubblica: La conduttrice di "Domenica In" Mara Venier e la soubrette e moglie del cantante Al Bano, Loredana Lecciso, sono giunte questa sera a Palazzo Grazioli. La Venier si è presentata all'ingresso del palazzo a bordo di una mercedes grigio metallizzato con autista insieme alla Lecciso. La conduttrice del programma di RaiUno è scesa dall'auto annunciando di essere attesa dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La Venier indossava un paio di pantaloni chiari da sera e un piumino nero, mentre Loredana Lecciso era avvolta in un elegante vestito da sera nero. Lo sapevo, lo sapevo che andava a finire così... Ti sbatti per formare una coalizione che possa battere il centrodestra (e devi pure mandar giù la presenza di certi fastidiosi parassiti tipo Mastella), ti presenti con una lista unica, mobiliti la base per le primarie, cominci a martellare gli alleati sui nodi del programma. E poi? Poi il cavaliere mobilita i suoi pezzi da novanta, gli intellettuali capaci di trascinare le masse. Ed è solo l'inizio! Voci di corridoio ben informate riportano che sono già pronti a scendere in campo Sbirulino, l'Ottusangolo e ben due Tartarughe Ninja... postato da qoelet |
10:45 | commenti (4)
Notte di parole e carezze, di sospiri e attese, notte di magia e carne, notte di corpi intrecciati. Avrò detto grazie a sufficienza? Avrò amato quanto mi sono sentito amato? E com'eri bella nel tuo vestito, com'eri dolce nelle tue parole. Un anno, già un anno è passato, ed io ancora a stupirmi della irripetibile chimica che ci unisce.
A stasera, amore mio. postato da qoelet |
10:07 | commenti (2)
venerdì, gennaio 14, 2005 "Perché non le porti al circo?". È mia madre a suggerirmelo, visto che fuori piove e il pattinaggio su ghiaccio all'aperto è saltato. Non so, ci penso ma non ne sono convinto, il circo mi ha sempre messo un po' di tristezza, forse per via di quella settimana passata a Mosca tanti anni fa, in cui fummo costretti ad andarci per tre volte, costretti ad applaudire svogliatamente orsi sonnacchiosi e spelacchiati tra gli sbadigli di pochi bimbi. "Ci sono anche i biglietti scontati lì sul mobile, li hanno dati a scuola". Provo a chiedere alle bimbe, che però insistono per il pattinaggio. "Non si può, non vedete che piove? Andiamo al circo, dai, meglio che rimanere in casa tutto il pomeriggio".
Pago i biglietti (popolari) e ci andiamo a sedere. Lo spettacolo non è male, mi accorgo subito che i posti da 10 euro, quelli subito a ridosso della pista, sono quasi tutti vuoti. Timidamente qualche genitore fa sedere lì i suoi bimbi: nessuno protesta... Scendo anch'io con le piccole, che possono così sedersi vicinissime agli artisti e agli animali, dividendo un'unica seggiola a fianco di altri bambini, mentre io sono seduto poche file dietro di loro. La M. deve stare in ginocchio aggrappata alla balaustra, il suo musetto sporge appena insieme ai suoi boccoloni bioni, e io mi mordo le labbra ricordandomi di aver lasciato a casa la digitale. Arrivano gli animali, dopo i clown... La sfilata dei cavalli bianchi è seguita dai cammelli, dai lama, dalle caprette e da un piccolo pony. All'applauso finale un cammello gira la testa e la piazza a pochi centimetri dalla M., non so se alzarmi... Niente di che, l'animale sta finendo di ruminare il suo zuccherino, la M. educatamente sporge la manina e gli fa ciao ciao. Poi, nell'intervallo, si montano le reti per i trapezisti. Ed eccoli! Quasi tutti si spostano per non avere la rete davanti agli occhi e si portano nelle ultime file, dove possono vedere gli acrobati senza troppo torcersi il collo. La M. no, lei mi dice di voler rimanere lì, aggrappata alla balaustra. E cominciano i volteggi e le prese, tra la musica e le luci colorate. E vedo il faccino della mia piccola aprirsi alla meraviglia, i suoi occhioni sgranati che guardano angeli e angiolesse in costumi di paillettes volare da una pedana all'altra. E vedo la magia che s'impossessa del suo sguardo... Uno dei trapezisti sbaglia una presa e cade sulla rete, la M. urla e si porta le manine alla faccia, poi sia accorge che sta bene e che risale la scaletta proprio sopra la sua testa. Allora applaude forte e rimane come in trance, fino alla fine del loro numero. E io, come uno scemo, che cerco di non piangere, cerco di mandar via quei lacrimoni che mi son venuti agli occhi sperando che nessuno mi veda, nella penombra del circo. E mi dico, mentre mi ricompongo, che questi ventuno euro sono stati spesi bene, molto bene... postato da qoelet |
15:12 | commenti (2)
Ma io mi chiedo... Ma chi sceglie le notizie da dare al tiggì? Chi ne decide la scaletta? No, perché a volte io rimango estasiato! Due o tre sere fa, credo sul primo canale RAI, dopo alcuni servizi su treni deragliati, assassini di camorra e quant'altro, bella bella la presentatrice comunica una notizia che faceva, all'incirca, così: "All'Angelus il Papa, commentando il noto passo dell'Apocalisse, ha garantito che alla fine il bene trionferà sul male, come Cristo ha promesso". Punto a capo, cambia foglio e passa alla rubrica successiva...
Ma dico io... Ma che cazzo di notizia è questa? Ma cos'è, un tentativo di hollivudizzazione del telegiornale? Una sorta di compensazione del tipo: vi riempiamo sempre la testa di tragedie ma state calmi che alla fine del film il bene trionfa? O semplicemente il CDA RAI ha garantito un minimo di passaggi per la chiesa cattolica in TV così come in parlamento e non sapevano cos'altro dire quel giorno? Ma che cazzo di notizia è questa? E se domani a un cardinale gli salta in mente di dire che, tranquilli, a Pasqua Cristo risorge? Ci facciamo uno speciale? Ma andate ben a cagare tutti, va... postato da qoelet |
15:07 | commenti (1)
lunedì, gennaio 10, 2005 È un po' che non scrivo... Le ferie di mezzo, ma anche un periodo di riflessione, un tempo in cui mi sento più ripiegato in me stesso e nei miei problemi. Però alcune istantanee di quel ch'è stato nelle ultime tre settimane ve le voglio scrivere, a partire da quelle più intense... Giorni di Natale, nel calore delle mie bimbe e nella struggente lontananza/vicinanza della donna che amo più di me stesso; nell'entusiasmo di abbracci rubati a giornate piene di appuntamenti, di pomeriggi di circo e pattinaggio, di notti fatte di amici e affetti. postato da qoelet |
15:45 | commenti (4)
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