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lunedì, novembre 29, 2004 È dura, è dura davvero... Uscire un sabato sera con la coppia Cofano Medrano e Chica VQ Orfei, intendo. Perché tra persone che vogliono divertirsi insieme risulta abbastanza normale tentare di stupirsi con piccoli giochetti, con frizzi e lazzi, insomma. E allora racconti una storiella, un aneddoto della tua giovinezza, magari tamburelli le dita sul tavolo dell'osteria per far vedere che come percussionista non saresti stato niente male, se qualcuno in passato ti avesse dato fiducia...
Poi così, en passant, la Chica VQ Orfei sputacchia bollicine dalla punta della lingua come per magia, e senza aver dovuto prima inghiottire una confezione di Miralanza, che un'ora prima ti saresti accorto delle convulsioni! E come se non bastasse Cofano Medrano ti fa il numero del cobra, che vedi dalla sua bocca uscire fiotti sottili che galleggiano a lungo nell'aere, che ti dici che 'sto qua sputa ectoplasmi... E tu? Cosa fai tu adesso? Come li stupisci? Che neanche fumi e quindi non hai un accendino per incendiare una scoreggia? Dura a volte la vita del blogger amico di una coppia blogger! postato da qoelet |
16:18 | commenti (4)
Domenica mattina ho trovato la B. ancora nel letto alle otto di mattina. Aveva acceso la luce piccola, la sorellina ancora dormiva di un sonno profondo: stava leggendo lo stesso libro della sera prima, quello che le avevo chiesto di chiudere perché era ormai tardi. Sottovoce, ripeteva parola per parola le brevi frasi in stampato minuscolo.
Cosa c'è di strano, direte voi? C'è che mia figlia ha sei anni, e se il buongiorno si vede dal mattino... Orgoglio di padre!!! postato da qoelet |
16:08 | commenti (3)
venerdì, novembre 26, 2004 Ancora un paio di spunti dalle ore di religione, le mie preferite... G.: "Maestra, ma perché Noè invece di mandare fuori il corvo e la colomba non ci guardava lui fuori dal finestrino dell'arca per vedere se si era asciugato in terra?". G. (quasi al termine della lezione dopo diverse lettura dalla bibbia per i bambini): "Maestra, ma le posso chiedere una cosa?". postato da qoelet |
12:23 | commenti (5)
mercoledì, novembre 24, 2004 Venerdì sera c'era il derby, Casaltone vs Frassinara... Che scontro più al vertice non si può, che partita più cattiva non può esistere, che per la settimana prima e per quella dopo all'osteria del paese non si parla d'altro.
Abbiamo vinto 2-0... Non so se mi spiego! Il mister m'ha messo terzino destro a causa di alcune assenze nel nostro pacchetto arretrato. Marcavo Pompini (non è uno scherzo, si chiama davvero così...) che l'anno scorso in casa nostra aveva fatto due gol, e il giorno dopo in paese si diceva ridacchiando che con quei due pompini lì non avevamo goduto tanto. Anche perché quando era più giovane giocava in C1 e al massimo della sua carriera un anno fece 10 gol in serie B con l'Ascoli. Non ha toccato palla... Non so se mi spiego... :-) postato da qoelet |
08:53 | commenti (10)
lunedì, novembre 22, 2004 Può chiamarsi miracolo il come ancora ci baciamo dopo un anno? Secondo me sì... :-) postato da qoelet |
15:46 | commenti (14)
giovedì, novembre 18, 2004 E Jeshua non si mostra più prudente nemmeno nei giorni successivi. Ancora al tempio se la prende con i banchi dei cambiavalute! Per la Pesach a Gerusalemme arrivavano migliaia di ebrei da tutto l'impero e tutti dovevano comprare un agnello se ricchi oppure due colombi se poveri prima di entrare al tempio per il sacrificio. Era normale che molti avessero valute differenti, era normale che fossero lì presenti i banchi dei cambiavalute per convertire il denaro. E cosa si mette in testa 'sto galileo? Rovescia i tavoli, urla contro chi ha lasciato che il tempio dell'Altissimo venisse trasformato in luogo di mercato... Ma attenti, i mercanti non sono i cambiavalute, che in fondo erano lì per fare il loro mestiere, ma chi per interesse ha trasformato un luogo di culto in un luogo di contrattazione! Sono i sacerdoti i veri mercanti, è quella casta di corrotti che occupa il tempio e si arricchisce vendendo il perdono di Dio... (È troppo. È troppo, questo bastardo va fatto fuori. Ha già molti simpatizzanti tra il popolo, bisogna che la cosa non si allarghi fino a diventare incontrollabile... Tra l'altro è mal visto anche dai romani, mal visto come chiunque agiti le folle e crei problemi di ordine pubblico. Meglio prenderlo stanotte, senza fare troppo rumore. Contattiamo quel Giuda, quell'ex sicario che ora è del numero dei suoi discepoli. Mandiamo le guardie, ma senza levare clamore. In fondo è per il bene del popolo, ch'è meglio che non corra dietro a fantasie di libertà e giustizia. Non ne hanno avuto abbastanza di legioni scese dalla Siria a soffocare rivolte? Deve scorrere altro sangue? Se se ne stessero un po' tranquilli... Coi romani non si scherza! È meglio che uno solo perisca per causa di molti piuttosto che molti periscano per causa di uno solo... Lo prendiamo, poi convoco alcuni del sinedrio, ma lascio a casa i farisei, quegli stronzi. Che lo so che alcuni di loro addirittura hanno in simpatia questo galileo di merda... Galilea! Tu sia maledetta! Del resto son troppo vicini a quei maiali di Samaritani per non esserne un po' simili... Però devono essere i romani a condannarlo, non noi... Noi glielo consegnamo, ma è meglio che venga messo a morte per reati politici, non di religione. Che quel cane rabbioso la legge la conosce bene! Troppo rischioso provare a incastrarlo in un processo pubblico, ci sputtanerebbe di fronte al popolo, e il popolo ha bisogno di essere guidato, non messo contro le sue guide! Ridi, ridi bastardo, che quando domattina penderai da una croce sarò io a ridere per ultimo...). Il resto è storia nota... Molte persone che avevano amato quell'uomo dissero poi che Dio l'aveva riportato in vita. Ma erano quasi tutte donnette e un branco di galilei pezzenti, nulla di cui preoccuparsi. E quando 'sti cristiani cominceranno a diventare tanti, allora sarà più semplice farli diventare come quelli stessi che l'avevano messo a morte. In fondo una religione per mandare gente in guerra serve sempre, che sia l'una o l'altra... Basta promettere un paradiso a chi muore e mantenere i suoi sacerdoti, che mangiare mangiano anche loro... E cazzo come mangiano! Accidenti, ho perso il filo! Dove volevo arrivare? La paura è un sentimento umano... Quali sono le cose che vi fanno veramente paura? Ma quella paura che ti gela per un istante le gambe, quella paura che spezza il normale ritmo del tuo respiro, quella paura che ti fa vedere il futuro nero...
Io provo quella paura quando vedo Condom-liso Rice sui teleschermi... Quel suo ghigno satanico, quei lineamenti affilati come i demoni delle incisioni di Durer... Se penso che da lei dipende gran parte della politica militare della superpotenza mondiale... Ecco, lo sapevo! Mi si gelano le gambe, mi si spezza il respiro! postato da qoelet |
08:36 | commenti (4)
mercoledì, novembre 17, 2004 Ecco, dicevo, di questo rabbino itinerante e del grottesco personaggio che ne fanno i suoi credenti già dopo pochi decenni dalla sua morte... Comunque è a questo che volevo arrivare: capita che a Jeshua di Nazareth venga consigliato da alcuni simpatizzanti farisei di non salire quell'anno a Gerusalemme. Tira una brutta aria, pare che molti non siano più disposti a sopportare 'sto taumaturgo predicatore, in particolare la casta religiosa al potere collusa con gli occupanti romani contro cui il galileo ne dice di cotte e di crude. "E se non vado a predicare anche quest'anno a Gerusalemme allora cosa serve tutto quel che ho fatto e detto sino ad ora?". Fu questa grosso modo la risposta del nazareno, che quindi puntò verso sud con i suoi seguaci. A Gerusalemme era solito farsi ospitare a Betania, nella casa di Lazzaro e delle sue sorelle, mentre quando si fermava all'interno del recinto della città santa stava nella parte ovest, sul colle di Sion, ospitato nel quartiere esseno. "Andate in città, al pozzo. Quando vedrete un uomo che porta una brocca d'acqua ditegli che il Rabbi ha bisogno di un asino e portatemelo qui". I padri della chiesa si sono sbrodolati in forbiti magniloqui a proposito della preveggenza di Cristo ogni qualvolta si siano imbattuti in questo passo evangelico. È sufficiente notare che i soli uomini che andavano a prendere l'acqua (cioè non ci mandavano le donne) erano gli Esseni, dato che vivevano (non tutti) in comunità maschili in cui si praticava il celibato e la comunione dei beni. E dato che Jeshua era già stato ospite loro in Gerusalemme, ovviamente sapeva che a quell'ora della mattina l'incaricato di turno si sarebbe recato al pozzo. Quindi bastava dire ai suoi discepoli di aspettare finché non avessero visto l'unico uomo che andava a prender acqua per chiedergli il favore di un asino per il maestro... Jeshua è a Gerusalemme alcuni giorni prima di Pesach, la Pasqua. Tutti i giorni, come si conveniva ad un maestro della legge, si reca al tempio a predicare e riscuote un enorme successo: i discepoli sono al massimo dell'eccitazione, la città sembra pendere dalle sue labbra. Ci sono stati anche scontri e qualche arresto: come ogni anno zeloti e sicari approfittano dell'enorme massa di devoti che si riversa in città per colpire. Hanno preso un tal Barabba, che i legionari romani chiamano ladrone (ovvero nello stesso modo in cui i nostri partigiani erano definiti dai tedeschi occupanti nel '45) ma che molti giudei considerano un eroe della resistenza. Nel tempio le guardie del sommo sacerdote (vale a dire la polizia) sorvegliano con cura il nazareno, alcuni scribi (leggi pure alti prelati di curia...) tra il suo pubblico provano anche a metterlo in difficoltà, a stanarlo: "Maestro, è lecito pagare il tributo a Cesare?". Ahi, pensano in molti... Qui è dura! Ci sono anche i soldati del governatore romano, tal Ponzio Pilato, a controllare l'area del tempio. Se dice che è lecito pagare si sputtana di fronte alla folla, che vede in lui uno che finalmente dice pane al pane... Cazzo, le tasse si son sempre pagate solo al tempio, come prescrive la Torah, perché si devono pagare anche ai romani? Se invece dice che non è lecito si mette nei guai, in pratica legittima pubblicamente un comportamento illegale... "Avete una moneta?", chiede agli scribi. Jeshua, da buon osservante ebreo, si rifiuta di portare con sé e finanche di toccare una moneta romana: sopra, infatti, v'è l'effige di Cesare e questo è proibito dalla legge! Non si possono fare né portare con sé raffigurazioni di esseri umani, allo stesso modo in cui non si possono fare né portare con sé raffigurazioni di dio. "Sì, maestro, eccola". "Di chi è l'effige su quella moneta?". "Di Cesare, maestro". "Bene, allora fate così: ridate a Cesare quel ch'è di Cesare (ridate, non date come traducono i nostri (To be continued...) lunedì, novembre 15, 2004 Ieri pomeriggio si leggeva di miti greci antichi, tanto per rinfrescarsi la memoria e per rassicurarsi del fatto che non eravamo noi ad essere diventati scemi, ma erano gli autori di Troy che avevano deciso di fare una storia un po' più avvincente di quella cantata da Omero (si sa, gli ammericani so' fforti... teniamoci stretto il nostro Baricco, vah!). E mentre mon amour leggeva, non potevo non accorgermi di quanti concetti religiosi sono passati da quelle storie di dèi al cristianesimo, una volta che questo smise d'essere affare d'ebrei e divenne religione di gentili... Con una differenza: che le divinità dell'Olimpo erano frutto del puro sentimento religioso d'un popolo e d'una cultura, quindi era persino elegante aggiungere varianti, aumentare poteri, inventare nuove storie, dato che queste non dovevano poi fare i conti con una storia ben precisa, con persone reali... Ma Jeshua di Nazareth? Che poi sarebbe Gesù Cristo, per chi non avesse afferrato (chissà poi perché i suoi omonimi storici li chiamiamo Giosuè e lui lo dobbiamo ancora disebraizzare chiamandolo Gesù...). Mmm... Con lui il giochino diventa un po' grottesco, perché prendete un rabbino itinerante come altri ce ne furono nella storia d'Israele che predica nelle città ebraiche della Galilea, che scende in Giudea una volta l'anno, un rabbino che era probabilmente orfano di padre durante gli anni della sua maturità e che aveva fratelli e sorelle, con una mamma un po' brontolona che si lamentava d'un figlio sempre in giro a predicare e che magari si sarebbe cacciato nei guai... Insomma, prendete una persona vera, concreta, calata nella storia del suo popolo. E cominciate ad appiccicargli addosso superpoteri come fosse Ercole o Achille! Cominciamo col farlo nascere da una vergine (e attenzione, la verginità in tale operazione non è da intendersi come valore in sé, ma come semplice prova del fatto che il Nazareno era di natura divina!), e facciamo arrivare grandi re dall'oriente a rendergli omaggio, guidati da astri che annunciano grandi eventi, come nei miti della genesi di antiche divinità. Ah, poi deve arrivare dall'Egitto, come fece Mosè... Allora mettiamoci in mezzo anche una strage degli innocenti, perché anche Mosè fu salvato da una cosa del genere quando venne infilato in una cesta e lasciato alle correnti del Nilo... E come non farne un bimbo prodigio che inceneriva i compagni che lo infastidivano o faceva statue dei maestri che lo sgridavano (perché non scordiamoci che i vangeli apocrifi erano validi per le comunità delle origini tanto quanto quelli oggi canonici)! Ecco fatto. Ecco bell'impacchettato un novello dio non noioso come i profeti del vecchio testamento (brontoloni che oggi sarebbero di certo definiti dei vetero-remator-contro-comunisti) ma appetibile per il folto pubblico dell'impero romano, sempre desideroso di esotiche novità! È un po' come se oggi agli americani venisse proposto Maometto in versione Schwarzenegger e si cominciassero a formare alcune comunità di Maomettisti in California, che là son sempre molto avanti. Sì, ho detto bene, Maomettisti, non islamici... Perché i primi cristiani non erano cristiani, ma erano ebrei, ovvero credenti nel Dio degli ebrei. La parola cristiano nasce ad Antiochia, la città dove opera Paolo, il sedicente apostolo, una città in cui i credenti in questo rabbino risorto erano in maggioranza gentili. (To be continued if I didn't massacravit too much pallas vestras) postato da qoelet |
12:44 | commenti (5)
lunedì, novembre 08, 2004 Oggi a scuola si parlava di Big Bang e preistoria... I bimbi seguono per un po', poi cominciano a spazientirsi scrivendo sotto dettatura di ammassi stellari e galassie. Improvvisamente, dal fondo della classe... N.: "Maestra, quanto ci manca ad arrivare ai Romani?". Io li amo questi bambini, li amo alla follia. postato da qoelet |
14:30 | commenti (1)
venerdì, novembre 05, 2004 Ma perché il mondo sembra aver deciso di fare a meno della razionalità? Io non mi sento un genio né un acuto politologo, ma cosa ci vuole per capire che non si da nessun Dabbliubusc senza il suo Osamabinladen? Che sono come la mosca che trovi sempre sulla merda, come il verme che c'è sempre nel marcio... Ecco, gli empi tendono l'arco, postato da qoelet |
12:45 | commenti (4)
giovedì, novembre 04, 2004 Hieronymus Tropper... Questo nome sicuramente non vi dice nulla. A dir la verità non dice molto nemmeno a me, ma io ora so che era un incisore, quasi certamente tedesco, attivo nella prima metà del XVII secolo. E un bel chi se frega, direte voi? Eh, ma io quel frontespizio calcografato l'avevo nasato da lontano, era troppo raffinato per non portare una traccia dell'autore. E cerca e ricerca, niente... Prendo la lente d'ingrandimento, porto il tomo in folio sul davanzale della finestra dove c'è più luce, e tra le volute di alcune foglie che decorano la parte inferiore sinistra della pagina lo trovo, molto nascosto, quasi indistinguibile... Hieron. Tropper! Non ci sono dubbi, anche se le lettere finali sono molto molto scurite. Faccio alcune ricerche, ma nulla. È possibile ch'io sia il primo in Italia ad essere incappato in 'sto tipo? Cerco anche in Germania, in Francia... Niente.
Io lo so, sono certo che prima o poi qualcuno studierà questo incisore... Chissà che vita ha fatto, chissà quali strade ha calcato, chissà cosa amava raffigurare col suo bulino. E quando quel qualcuno cercherà informazioni su Hieronymus Tropper, dall'OPAC dell'SBN italiano forse anche una sola scheda gli risulterà, la mia. Ma sarà una traccia, il filo d'una matassa che l'aiuterà a dipanare la storia d'un uomo. E io sarò stato l'occhio di questo qualcuno, l'occhio che ha guardato e trovato per lui... Eh, se non son soddisfazioni queste! Cosa volete farci, c'è chi gode a stare sull'isola dei decerebrati o nella casa del grande bordello, io godo così... Si vede che la mia mamma m'ha fatto strano. postato da qoelet |
09:49 | commenti (9)
martedì, novembre 02, 2004 Pranzo dallo zio R., come tutti gli anni per i morti. Ci siamo tutti, e questo è bello, che non sono tante le occasioni di vedersi in un anno. Fuori c'è quella nebbiolina bassa che ti bagna la faccia e rende i pioppi in lontananza strani scheletri, quella nebbiolina che la capisci solo se qui hai le tue radici. Però non fa freddo, ed è bello ritrovarsi tutti al cimitero dopo la messa. Ed è bello, mentre il prete recita il rosario, spiegare alla B. chi sono tutte quelle facce un po' sbiadite dal tempo che ci guardano dalle lapidi nere: "Quella è la mia nonna, Adalgisa... Quello è Rino, il papà del nonno... Quello è il suo papà, Carlèn... Quelli sono i suo fratelli e le sue sorelle, Dante, Mario, Ida, Anna, Nanni... Erano gli zii e le zie del nonno. Quello è F., poverino, era mio cugino, è morto a vent'anni". La B. li guarda stranita, mi accorgo che fatica a ricostruire nella sua mente il legame che li unisce, mi chiede perché nella foto i più vecchi hanno strani baffoni a manubrio. "E quando muori tu, babbo, ti portano qui?". "Penso di sì, mi faccio mettere vicino ai nonni". "Così noi veniamo a portarti i fiori e a dirti le preghiere, come stiamo facendo adesso!". "Sì, proprio come adesso".
Nell'antico Testamento, in particolare negli strati più antichi, non esiste il concetto di immortalità dell'anima personale. I grandi patriarchi hanno creduto di poter rimanere eterni solo nella carne e nel ricordo dei propri discendenti. È solo dopo, quando s'è dovuto convincere gente giovane ad andare a morire in guerra che i teologi a pagamento hanno teorizzato l'esistenza di campi elisi, di vergini che ti attendono come tua ricompensa, di eterni godimenti che ti saranno dati dopo, perché adesso stai facendo una vita di merda. Ma a me basta, se anche non ci sarà altro. A me basta e avanza che le mie figlie e le persone che mi hanno voluto bene vengano una volta all'anno qui, in questa nebbiolina fina, a ricordarmi, a ricordarsi di quanto bene anch'io ho voluto loro. A me basterà. |