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venerdì, ottobre 29, 2004 Porca vacca!!! Ho già superato i 10.000 contatti!!! E io che volevo mettere in palio una delle mie famose pizze per il decimillesimo ospite lettore del mio blog... C'è nessuno che si ricordi d'essere stato lui?
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15:47 | commenti (5)
Mercoledì sera, ospiti a cena dell'amica R. che mi fa sempre un sacco di mangiarini buonissimi, mon amour e la padrona di casa m'hanno dato del bovaro... :-(
Ma sarò davvero così sgruso? Forse che il litro lambrusco che bevo in media al giorno esercita una infida azione molecolare sul mio DNA tale da inselvatichirmi? Ma no, dai... Era uno scherzo!!! Che io sono molto raffinato, quando voglio. Che all'ultima sagra di paese mi sono perfino pulito le mani unte di costine prima di invitare a ballare le mie dame... Secondo me sono tutte callunnie delle forze reazionarie tese a svilire e infangare il popolo lavoratore... QUE VIVA LA REVOLUCION! QUE VIVA QOELET! postato da qoelet |
15:45 | commenti (3)
martedì, ottobre 26, 2004 Orgoglio di padre Ieri pomeriggio elezione dei rappresentanti di classe alle elementari. Tutto regolare, mi sono defilato immediatamente dal numero dei papabili perché, risultando già eletto alla materna e, come non bastasse, nel comitato di gestione della stessa, ero più che giustificato. Eletta la mamma della C., un po' bigottina ma una brava donna, con percentuale bulgara: cento per cento! Ma quel che più d'ogni cosa ha riempito d'orgoglio noi genitori è stato l'affaire bigliettini, virulentemente manifestatosi nei giorni scorsi. Mi spiego: una bellicosa delegazione della II A s'è presentata durante l'intervallo chiedendo chi era il capo-classe. Con orgoglio anarchico i nostri piccoletti hanno risposto che loro un capo-classe non ce l'avevano. Impunemente, i delegati hanno lasciato un foglietto in mano alla D., e sdegnosamente hanno voltato la schiena, andandosene. SUl biglietto era scritto, in stampato maiuscolo multicolore: "SIETE TUTI DEGLI RUVIDI". La I A indice spontaneamente un piccheto dell'aula e si riunisce in assemblea permanente. Subito scartata la mozione 1, che prevedeva il coinvolgimento delle insegnanti, s'è deciso all'unanimità di mandare una contro-delegazione per i necessari chiarimenti. Della delegazione faceva anche parte, ci tengo a dirlo, la mia B.! La sedicente capo-classe della II A riceve la controdelegazione con impettito sdegno e alla richiesta di delucidazioni chiarisce meglio il seconda-a-pensiero: volevano scrivere "SIETE TUTI DEGLI STUPIDI". "Che così voi di prima capite subito che ancora non sapete niente": con queste fredde parole la controdelegazione è invitata a lasciare l'aula. Nell'assemblea della I A si stabilisce subito un ferreo ordine del giorno: entro la fine dell'intervallo una risposta deve essere pronta! Dopo breve consultazione si decide per un contro-bigliettino col seguente testo: "PRIMA DI OFENDERE IMPARATE A SCRIVERE". È a questo punto che si decide di consultare l'autorità stabilita, per evitare contro-figuracce ortografiche. La maestra, prima di invitare la delegazione a correggere l'omissione della doppia F in OFENDERE, si fa spiegare quel che sta succedendo (ed ecco perché anche noi siamo venuti a saperlo!). E puntuale, a due minuti dal suono della campanella, la medesima contro-delegazione si ferma sulla soglia della II A per consegnare la risposta ufficiale del popolo della I A: "PRIMA DI OFFENDERE IMPARATE A SCRIVERE". Viene purtroppo bocciata la mozione della mia piccola di aggiungere in calce al messaggio, in modulo leggermente ridotto, "STELLA ROSSA VINCE"... postato da qoelet |
17:50 | commenti (2)
venerdì, ottobre 22, 2004 Capisci quanto mi sei cara? Quanto mi rende felice aver cura di te?
Capisci che metà del mio cuore era morto e tu l'hai riportato in vita? Sai che felicità per me è, la sera, varcare la soglia di casa e incontrare il tuo viso? Sai che una sola tua carezza mi offusca la mente e gli occhi? postato da qoelet |
16:10 | commenti (3)
mercoledì, ottobre 20, 2004 Amare le nostre imperfezioni, sapendo che la perfezione è a volte il sottile veleno che ha inquinato menti meravigliose. Praticare la pazienza, con la cocciuta fede del contadino che semina sapendo di mietere alla prossima stagione. Essere tolleranti con se stessi così come si concede tolleranza a chi bussa alla nostra porta in cerca d'affetto e con l'amor proprio a pezzi. Saper perdonare, poiché chi ama davvero può sbagliare, ma mai smettere di amare...
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09:01 | commenti (3)
giovedì, ottobre 14, 2004 Ieri sera vittoria 3 a 1 contro l'osticissimo Vicobelliniano, compagine di picchiatori della bassa cremonese. Ed ho pure segnato il gol del due a zero: rasoiata a fil di palo dai venti metri, portiere immobile e terzino al quale ho preso due metri nello stretto pietrificato come la moglie di Lot trasformata in statua di sale... Eh, che volete farci, son soddisfazioni! Io l'avevo sentito subito da come le scarpette mi si erano infilate bene nei piedi che era una buona serata, l'avevo capito dall'odore dell'erba sul campo quando siamo usciti a scaldarci, che sapeva già di autunno. E venerdì sera il Busseto... Mi hanno detto che c'è una tipa che viene verso Parma proprio venerdì in serata, che magari poi ci incontriamo. E c'è anche che probabilmente mi scatta la scaramanzia di vedere se porta bene o male, 'sta tipa...
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08:58 | commenti (6)
mercoledì, ottobre 13, 2004 Non si può certo affermere che mon amour sia persona tendenzialmente competitiva. Anzi, ha occhi così grandi per vedere il buono che c'è nelle persone che la circondano, mentre spesso è troppo miope e severa con se stessa. Non è certo un caso che tante persone la cerchino per una parola di conforto o per un consiglio. Ma ogni regola ha la sua eccezione... Antefatto, ovvero scevro catalogo di posture feline. Dovete sapere che a casa di mon amour è arrivata qualche settimana fa una nuova inquilina, recuperata dalla strada in misere condizioni. È una gattina che esoticamente mon amour ha voluto chiamare "Maia", ma, si sa, certi nomi spesso scivolano su chi dovrebbe riceverli e faticano ad attaccarvisi, mentre altri da subito calzano a pennello come un preservativo sulla testa di Berlusconi. Per farla breve, la gattina è da tutti chiamata "Pluga", che in dialetto parmigiano significa pulce. Ovviamente quando emetterà assegni da grande lo farà firmandosi Maia, ma questi son problemi del poi... Ora, la Pluga è divenuta da subito il mio giochino preferito e devo ammettere che come antistress funziona a meraviglia: ho immediatamente sperimentato le molteplici, direi quasi infinite, posizioni che si possono far assumere ad un gattino. Ne elenco solo alcune! :-) postato da qoelet |
15:26 | commenti (6)
lunedì, ottobre 11, 2004 La guida turistica, una mia vecchia conoscenza, entra cortesemente in ufficio: "Ciao A.! Mi apriresti la sala grande, per favore? Ho un gruppo...". "Arrivo subito, lasciami finire 'sta seicentina". Esco e raggiungo il gruppo nel corridoio. Nell'attesa qualcuno dei tanti anziani che attendono di fronte alla porta deve aver chiesto lumi a proposito della settecentesca statua lignea di San Benedetto che accoglie i visitatori al termine delle scale. "Signori, come potete osservare è una statua di San Giovanni, che è il santo dedicatario di questa abbazia, ovvero colui che battezzò Gesù Cristo". Voce di popolo: "Ma quello non era Giovanni Battista?". "Sì, mi scusi, volevo dire l'altro, quello che ha scritto l'Apocalisse, se non sbaglio". Voce di popolo: "San Giovanni Evangelista!". "Bravo, proprio quello". Voce di popolo: "Ma è vestito come un monaco". "Perché era molto frequente allora vestire i santi come i membri del proprio ordine religioso, è normale". Voce di popolo: "E cos'è l'uccello che c'è in basso?". "È, ovviamente, l'aquila, simbolo di San Giovanni". Voce di popolo: "Però sembra più un corvo, e c'ha in bocca una cosa, sembra una pagnotta". "No, no, è un'aquila fatta un po' così, un'aquilotta diciamo... E non è una pagnotta quella, ma un motivo ornamentale molto frequente nell'iconografia di questo periodo". Voce di popolo: "Ah, mi scusi...". "E poi vedete che ha il libro in mano e il bastone? Il libro è ovviamente il vangelo, il bastone è il bastone del profeta, quello che usavano ai tempi di Gesù". Voce di popolo: "Ahhhh! Che bello però, quante cose che bisognerebbe sapere...". "E adesso signori entriamo in questa stupenda biblioteca rinascimentale!". PS. L'iconografia classica di San Benedetto prevede: un vegliardo in tonaca nera che mostra con la mano destra un libro aperto sul quale è spesso scritto l'incipit della Regola (Ausculta, o filii, praecepta magistri..."), mentre con l'altra mano impugna un pastorale, simbolo dei privilegi episcopali che gli abati benedettini possono vantare. Spessissimo ai suoi piedi è ritratto un corvo con una pagnotta nel becco, a memoria di uno degli episodi miracolosi di cui fu protagonista il santo, come è narrato vella vita di San Benedetto. Morale della storia: Socmèl, quando scegliete una guida state ben attenti!! postato da qoelet |
16:38 | commenti (2)
venerdì, ottobre 08, 2004 Sarà successa veramente? "Ero in autostrada, quando decisi di fermarmi ad un autogrill per andare alla toilette. Il primo bagno era occupato, quindi entrai nel secondo. Appena mi siedo sulla tazza sento una voce proveniente dall'altro bagno: "Ciao, come va?". Non sono molto propenso a fraternizzare nei bagni degli autogrill, non so che mi e' preso, ma alla fine ho risposto: "Mah, si tira avanti...". E l'altro prosegue: "E cosa fai di bello?". Ma guarda! Comincio a trovare la situazione un po' bizzarra, ma gli dico: "Beh, quel che fai tu... sto facendo la cacca!". A questo punto sento il tipo che dice, irritatissimo: "Senti, ti richiamo piu' tardi, c'e' un cretino qui a fianco che risponde a tutte le mie domande!". postato da qoelet |
15:34 | commenti (7)
mercoledì, ottobre 06, 2004 Da tanti anni ormai non tenevo i capelli così lunghi. Sarà che così piacciono a mon amour, sarà che dopo breve seduta iniziatica mi sono convertito al metodo Tiziano Ferretti, fatto sta che non mi dispiace, l'ammetto, guardarmi allo specchio la mattina e osservare i ghirigori dei miei boccoli bianchi. E quando sudo ad allenamento o durante la partita, talvolta sposto sorridendo una ciocca che dalla fronte s'è venuta a posare davanti ai miei occhi: credo di avere avuto all'incirca vent'anni quando mi successe l'ultima volta!
Bisogna che richiami la L., che venga a darmi un colpetto in testa. Perché mi piace la piega che sta prendendo la cosa, mi piace civettare un po' tra me e me, la mattina davanti allo specchio... postato da qoelet |
15:06 | commenti (5)
L'ora di religione è sempre la più ricca di spunti, c'è poco da fare. È arrivato il libro nuovo e la maestra ha fatto velocemente leggere l'indice ai bimbi: a parte un "La storia del re Davide e del re Salmone" e un "Gesù battezzato da Giovani Battisti" (bella però l'immagine di tanti piccoli e riccioluti cantautori immersi fino alle ginocchia nel Giordano...) è andato tutto bene. Poi la prima unità, che spiegava come le religioni siano nate per dare risposte in tutte le epoche alle domande difficili della vita. "E tu, bambino, non ti sei mai posto delle domande difficili, di quelle che ti viene subito voglia di chiedere alla mamma o al tuo papà?". Seguiva una pagina in cui a piccole facce di tutte le etnie erano affiancate piccole nuvolette come quelle dei fumetti, in cui si dovevano scrivere le proprie domande difficili. E davvero mi dispiace di non ricordarle tutte, queste domande, che, com'è nello stile dei bambini, mischiano con meravigliosa spontaneità serio e faceto. Ma alcune le ho qui, nella mia testolina, e ve le offro volentieri...
G.: "Perché le Barbie non sono fatte come le altre bambole?". Magari in questi giorni, se ci riesco, mi faccio prestare i quadernoni di religione, così ne copio delle altre, che ce n'erano di bellissime! postato da qoelet |
14:06 | commenti (1)
venerdì, ottobre 01, 2004 Ci sono giorni che pranzo a mensa coi bimbi, e capita pure di trovarsi di fianco piccoli non della tua classe, come S. S. fa la seconda, ha sette anni, e solamente a guardargli le unghie delle mani e i denti in bocca capisci che in quanto a famiglia non gli deve essere andata di lusso: mi fissa continuamente e impugna la forchetta come fosse un pugnale. "Ma tu sei un maestro?". "Certo, io sono maestro A., della terza!". "Ah, e come ti chiami?". "Te l'ho detto, mi chiamo A.". "Ah, e sei sposato?". "Beh, diciamo di sì". "Ah, e c'hai dei bambini?". "Se ho figli? Sì, ho due bimbe". "Ah, e come si chiama tua moglie?". "Si chiama C.". "Ah, e ti fa incazzare?". Mi scappa istintivamente una risata, poi mi ricompongo: "Mah, qualche volta, come in tutte le famiglie". "Ah, infatti anche il mio papà dice che la mamma lo fa sempre incazzare". "Però si dice arrabbiare". "Ah, sì, incazzare... E piange?". "In che senso?". "Tua moglie piange?". "No, perché me lo chiedi?". "Perché la mia mamma invece piange quando il papà la picchia". "Ma per finta, dici". "Nooooo, le volte che fanno finta ridono, e anch'io gioco con loro sul lettone e faccio finta di salvare la mamma... No, io dico quando la picchia davvero, che allora io vado in camera mia". "No, mia moglie io non... insomma, non è capitato mai che ci siamo picchiati". "Ah, è bello così!". "Immagino di sì. Adesso mangia, S., che la pasta si fredda". Nel dopomensa segnalo la cosa alla maestra, che ovviamente già sa e già ha segnalato il problema ai servizi sociali: "E negli ultimi due anni la situazione è anche peggiorata. Avevamo anche il fratellino più grande qui, ora avrà quattordici o quindici anni. Anche lui è famoso in quartiere". postato da qoelet |
19:49 | commenti (2)
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