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martedì, agosto 31, 2004 FANTAPIZZA
Da quando mi sono trasferito a casa di mon amour posso davvero dire di essere una persona felice come poche sulla faccia del pianeta. Amo tutto di quella casa e ho cercato di entrarvi discretamente, senza lasciare tracce troppo invadenti della mia presenza. Però, è cosa arcinota, i discendenti dell'homo sapiens si distinguono dal resto delle specie animali per il loro insopprimibile istinto a plasmare l'ambiente circostante più che ad adattarvisi. È quindi inevitabile che anch'io modifichi seppur in modica misura la casa dalle pareti pastello: credo che, senza dubbio, il mio imprinting sia più visibile in cucina, dove del resto io spendo gran parte del mio tempo casalingo. Insomma, a voi basti sapere che da gennaio ho di molto arricchito la dotazione di arnesi culinari ivi presenti, cercando di porre rimedio ad alcune gravi lacune tipiche delle donne single in carriera. Cap. 2: Il Bagnante (ovvero strani figuri costellano l'universo parmigiano...) Già, il Bagnante... Chi è il Bagnante (chiederete voi in preda a crisi di morbosa curiosità)? Il Bagnante è un signore che gestisce l'unica ferramenta presente a Berceto. Ma cosa c'entra un ferramenta con un tagliere in legno (chiederete voi in preda a crisi di morbosa curiosità)? Non lo so, vi rispondo io... E perché si chiama Bagnante, participio presente del verbo bagnare (chiederete voi in preda a crisi di morbosa curiosità)? Mah, difficile recuperare l'etimo paesano di questo strano soprannome! Ci sono esempi di più semplice comprensione, come nel caso di Giovanni che lavora nel campo della movimentazione terra, cioè ha una ruspa, e lo chiamano badìl (badile) per la velocità con cui esegue il lavoro... Ma nel caso del Bagnante non saprei proprio cosa dirvi! Cap. 3: Il tagliere (ovvero l'acquisto tautologico...) Detto fatto! Carico mon amour in macchina e mi fiondo dal Bagnante, dove come al solito c'è una discreta fila di avventori che chiedono i più disparati articoli immaginabili. Tocca a noi: "Buongiorno, vorrei un'assa da fare la pasta". "Che misura?". "Mah, non saprei, che misure avete?". "Piccola, media e grande". "Ottimo, quanto è grande la media?". "La media è più grande della piccola, però la grande è più grande della media". "Ah, capisco... Senta non si potrebbe vederle?". "Ma certo venga con me di sotto". Con timore e tremore scendiamo le scale del mitico magazzino sotterraneo del Bagnante. All'accendersi delle fredde luci al neon vedo scaffalature che si perdono a vista d'occhio e non posso non pensare che tra molti secoli, all'indomani della terza guerra mondiale termonucleare, gli extraterrestri che ritroveranno sepolto questo magazzino potranno con agio ricostruire tutta la storia dell'umanità dal paleozoico ad oggi. Arriviamo in un angolo, dove magicamente vengono estratti e mostratici tre taglieri e non posso non accorgermi con meraviglia che la profezia del Bagnante era esatta! Una è piccola, una è media e una è grande!!! "La media quanto costa?". "Trentanove euro", risponde il Bagnante, che sa tutti i prezzi degli articoli a memoria o forse li improvvisa sul momento. "E la grande?". "Trentotto euro". "Ma la grande cosa meno della media!", interloquisco civilmente. "Secondo me dipende dal legno". "Anche secondo me", rispondo, osservando con perspicacia che l'assa per la sfoglia è fatta solo di legno. "Allora prendo la grande". "La grande è più comoda della media, perché è più grande", mi dice il Bagnante per porre termine alla contrattazione. Annuisco con convinzione... Cap. 4: La fantapizza (ovvero eccoci quasi all'epilogo della nostra storia...) E finalmente siamo a casa ieri sera, con il nuovo tagliere ancora incartato ma che già fa bella vista di sé in cucina. Non resisto alla tentazione: "Cosa dici se stasera ti faccio la pizza? Ho voglia di spianare l'assa!". Mon amour concorda e si rituffa sul lavoro che deve finire. Che emozione! Metto la tovaglia sul tavolo e ci appoggio sopra il tagliere, prendo la spatola professionale Ikea e comincio ad impastare. Divino! Il rumore del mattarello sulla soffice pasta, lo scorrere delle dita sul legno... Il fondo della pizza è pronto in un attimo e giuro a me stesso che questa sfornata sarà perfetta, nulla dovrà inquinare la magia del momento! Accendo il forno e preparo il pomodoro, apro il frigo per sgocciolare e tagliare la mozzarella e... Cap. 5: L'affaire mozzarella (ovvero come mi ritrovai sul limitare dell'orrido...) Nooooo! C'è una sola mozzarella!!! Nella fretta di inaugurare il tagliere ho scordato che a mezzogiorno avevo già usato due mozzarelle per i famosi peperoni alla Qoèlet. Guardo con terrore il grande orologio della cucina. "Sono salvo", penso, "l'alimentari tiene sempre aperto qualche minuto in più e ora sono le 19.28". Mi precipito in strada, attraverso il viale e alle 19.31 sono di fronte alla vetrina del negozio. Ma la porta è chiusa! All'interno vedo il salumiere che riordina alcune cose: busso disperatamente al vetro, congiungendo le mani in segno di disperata orazione e con l'espressione più servile e commovente che mi riesce. Ma l'infame salumiere oppone deciso rifiuto! Mi invita a guardare il pavimento: è bagnato! Il malvissuto esercente proprio oggi ha passato lo straccio sul pavimento!!! Me ne vado, con la morte nel cuore... Che posso fare? Non mi resta che ripiegare su una pizza metà mozzarella e metà pecorino e non posso neppure mischiare i due formaggi perché mon amour non lo sopporterebbe! Che smacco, io che volevo la pizza perfetta! Però non è giusto, penso tra me e me, non si tarpano le ali così ad un povero ragazzo che non ha mai fatto nulla di male. Esiste una giustizia a questo mondo? No, è il caos che domina il mondo... Cap 6: Il miracolo (ovvero come si può risorgere dalla disperazione...) Entro in casa distrutto. Guardo sconsolato il mio tagliere, conscio della delusione che gli sto cagionando. Apro il frigo, sminuzzo il pecorino e lo metto in una ciotola. Poi prendo la mozzarella, taglio la plastica della confezione e... miracolo, miracolo! Urlo di gioia e sorpresa. Voi non ci crederete ma mon amour può testimoniare: all'interno della bustina ci sono DUE mozzarelle!!! postato da qoelet |
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lunedì, agosto 30, 2004 Mio fratello è un poco strano. Non sempre in realtà, nel senso che solitamente si presenta come una persona distinta, equilibrata, direi quasi seriosa. Ma quando è con le sue nipotine (ovvero con le mie figlie) e gli prende la fissa del gioco pedagogico, beh, allora a volte capita di assistere a siparietti come il seguente, tenutosi a tavola in una bellissima giornata di sole a Berceto, nell'appennino parmense. Mio fratello (d'ora in poi MF): Allora bimbe, state attente, facciamo il gioco delle verdure. Io vi dico il nome di una verdura e voi mi dovete dire se cresce sotto o sopra la terra. Se qualche volta passate da Berceto, provincia di Parma, vi invito a pranzo con mio fratello, che sa un sacco di bei giochini! Eccomi tornato, di nuovo in ufficio anche se non so per quanti giorni ancora. Eccomi con tantissime cose da raccontare, tante che non si sa nemmeno da che parte cominciare. Eccomi con un padre dimesso dall'ospedale e tornato come nuovo; con due settimane passate tutte con le mie bimbe; con uno degli ultimi amici scapoli che sabato c'è cascato pure lui; con la pelle più abbronzata e i capelli più lunghi (perché l'amore mio non me li fa più tagliare, anzi me li posso tagliare ma solo col metodo Tiziano Ferretti o qualcosa del genere, che è eccezionale, a mio modesto parere, soprattutto perché nel mio caso è gratis); con gli occhi pieni di tante cose belle viste in una terra stupenda, la Sardegna, fatta ancora più bella dai Sardi che la abitano.
Però è bello tornare a casa, tornare alle proprie abitudini, alla propria casa (bella la prima notte nel proprio letto, vero?). Che bello tornare a leggervi, amici! Non è facile recuperare tutti gli arretrati, ma mi sto impegnando con costanza e dedizione... A proposito, un saluto speciale a Gianky che ho avuto la fortuna di conoscere in quel di Genova, sulle tracce di un documento del 1254 che tratta di formaggio. Che strane parabole ha la vita! postato da qoelet |
16:55 | commenti (1)
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