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venerdì, luglio 30, 2004 CHIUSO PER FERIE Carissimi amici o casuali lettori, ebbene sì. Il fatidico ultimo giorno di lavoro prima delle ferie estive è giunto anche per me: dalle 18 in punto di stasera abbandono l'ufficio. Si riapre a settembre, un mese che sarà strano... Un nuovo lavoro (speriamo), nuove abitudini, nuove esperienze. Buone vacanze a tutti! Ci si sente, amici... postato da qoelet |
15:54 | commenti (7)
giovedì, luglio 29, 2004 Dal sito di Repubblica:
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11:07 | commenti (3)
martedì, luglio 27, 2004 Scrivo poco in questi giorni. Scrivo poco perché per scrivere si deve avere la testa sgombra, e io, c'è poco da fare, in questi giorni ce l'ho bella piena di casini. L'operazione di mio padre... Sì, il primario ha detto che siamo stati fortunati a trovarlo subito e quasi per caso, che con l'operazione lo si rimuove e andrà tutto a posto, nessuna necessità di radioterapia. Però finché non uscirà dalla sala operatoria e i primi esami non diranno che tutto è veramente così, io vivrò come sospeso. E ci mancava il licenziamento... Era nell'aria da due o tre mesi oramai, però quando poi te lo dicono in faccia la mazzata è dura. Nove anni, nove anni lavorati qua dentro come fosse casa mia. Nove anni che se ne vanno nel cesso, perché lascio una biblioteca che è un gioiellino in mano a uno che ieri mi ha chiesto se il monitor del computer era rotto, perché quando inseriva la password invece delle lettere sul video vedeva degli asterischi! E questo a novembre dovrebbe fare la conversione dei dati in formato unimarc per far migrare il nostro database sull'opac del polo bibliotecario di Parma. Che se gli dico quest'ultima frase un po' velocemente mi chiede come mai ho deciso di imparare l'aramaico...
Adesso vi lascio, che ho un colloquio di lavoro. Io sono abituato a farli dall'altra parte della barricata i colloqui, quando le biblioteche e l'università mi mandano aspiranti bibliotecari per provargli la febbre, per vedere se sanno lavorare bene o per insegnargli a lavorare bene. Ma stavolta io sarò sul lato opposto della scrivania e dovrò giocarmi bene le mie carte. Perché le rate del mutuo e le bollette arrivano puntuali, perché le mie figlie non smettono di mangiare e vestirsi se io sono in attesa di nuova occupazione, perché a trentasei anni piuttosto che andare a chiedere un aiuto ai miei vado a lavorare in nero nei cantieri, così ne approfitto per imparare un po' di rumeno o albanese che devono essere lingue stupende... E poi sapete cosa vi dico? Che io oggi pranzo con l'amore della mia vita, che se ho lei al mio fianco non c'è nulla che mi fa paura. E che, per inciso, le preparo una carbonara da leccarsi i baffi... postato da qoelet |
11:38 | commenti (9)
giovedì, luglio 22, 2004 Segue lettera da me inviata al ministro del lavoro e delle politiche sociali del nostro beneamato governo... "Gent. Min. Maroni, Ho visitato con interesse il vostro sito ministeriale. Mi permetto di suggerire una correzione: alla pag. riguardante il curriculum vitae europeo, il testo si apre con un orripilante "cos'é". Ora, in lingua italiana la copula si scrive non con l'accento acuto, ma con quello grave... E se è vero che ad un leghista non si può chiedere troppo per quel che concerne grammatica e sintassi italiana, sarebbe pur sempre opportuno emendare il refuso, se non altro per limitare le magre figure di questo governo alle sole esternazioni estere del nostro (ahimè) Presidente del Consiglio... Oppure cosa ne dice di un bel "cusal'è" padaneggiante? Deferenti ossequi". postato da qoelet |
08:53 | commenti (8)
martedì, luglio 20, 2004 Succede che ieri sera avevamo tre meloni maturi nel frigorifero, e succede che bisogna mangiarli. Era una sera calda e afosa, cosa meglio di prosciutto e melone? E così mon amour mi chiede, tanto che termina di parlare con un cliente, di andare al negozietto sul viale e prendere un paio d'etti di prosciutto crudo...
Non è stato facile. Non è stato facile perché comprare il prosciutto crudo affettato in negozio era qualcosa di inaudito a casa dei miei, una cosa perlomeno sconveniente. Ricordo che mia madre ne comprava un cartoccio solo quando mio padre si ammalava d'influenza, cosa che puntualmente avveniva tutti gli anni ai primi di dicembre, altrimenti solo gambetto. Perché comprare una cosa che costa 5.000 lire all'etto, ovvero 50.000 lire al chilo, è da sciocchi, non si fa. Mia madre ci ha tirato su a tagli anteriori di bovino e gambetto, perché così, diceva lei, oltre che alle spalle robuste ci venivano i denti forti. Quindi quando sono entrato nel negozio, due minuti prima della chiusura, ho spiato il bancone nella speranza di vedere un bel gambetto che mi aspettasse, ma niente... "Mi scusi, non avrebbe del gambetto?". La tipa mi guarda male, manco fossi un barbone, e mi dice sprezzante che no, non ha gambetto ma solo prosciutto di Parma di quello buono e dolce. Guardo il prezzo, viene 3 euri all'etto e immediatamente mi sento di stare tradendo la mia mamma... "Va bene signora, mi faccia due etti, magari scarsi". postato da qoelet |
16:21 | commenti (2)
È domenica pomeriggio, sono seduto su una sdraio, stanco ma felice di aver sfornato una ventina di pizze per la mia famiglia e altri amici, che ora sono ancora a tavola ad ammazzare il caffè. Ho dato il permesso alle mie piccoline di giocare con l'acqua, e adesso si stanno pezzo a pezzo bagnando completamente mentre con la loro cucina giocattolo preparano minestrine a base di erbe e frammenti di corteccia. Le osservo senza essere visto, e sono belle come solo le tue figlie possono essere belle.
Sono incantato, totalmente trascinato e coinvolto in quella scena, e mi dico che qualsiasi dolore mi abbia ferito in passato, qualsiasi preoccupazione possa oscurare il mio futuro, ebbene ne è valsa la pena. Ne è valsa la pena per il solo fatto di essere qui adesso, a contemplare le cose più belle che ho... postato da qoelet |
16:05 | commenti (1)
giovedì, luglio 15, 2004 Devo finire questi cavolo di punti della palestra, uno dei regali che mi aveva fatto a suo tempo M.C. Così oggi in pausa pranzo ero in palestra, a tirar su della ghisa... Io non so, ma c'è gente davvero strana. Come quel tipo grosso che vedo sempre ma sempre, a qualsiasi orario. Dapprima ho pensato: "Magari anche lui crede che io sia sempre qua se viene poco ma capitiamo qui negli stessi giorni!". Certo che era strano, perché io non sono molto regolare, ci vado al massimo una volta a settimana e in giorni diversi. Così ho chiesto all'istruttore, quello che tutte le volte mi racconta che lui fa parte dei Bad Skulls (m'ha fatto anche vedere la maglietta!), un gruppo di ragazzi che sono tutti bravissimi e lavoratori, solo che se in discoteca gli pesti un piede per sbaglio ti fanno a pezzi perché te lo sei meritato. E lui mi ha confermato che il tipo grosso è lì tutti i giorni, tutti i santi giorni: in pratica ci vive. Ci son giorni in cui arriva verso tarda mattinata e va via la sera... "Ma cosa fa nella vita?", chiedo io ingenuamente. "Fa il figlio di uno ricco", mi risponde il teschio cattivo. Cose che capitano, penso io... Certo che viviamo in un mondo complicato. Uno è lì, tranquillo, che si mangia la sua insalata e mica lo immagina di far parte di un complotto contro i propri muscoli! postato da qoelet |
15:12 | commenti (4)
La notte continuo a sognare una casa nuova, la nostra. Sogno che sto lavorando, quando questa casa è già quasi finita, e la vedo sullo sfondo, con i suoi muri forti e i suoi spazi grandi. Sento voci intorno, le voci delle persone che mi sono care. Sono sudato ma felice, sento la vita che mi scorre forte dentro e l'odore della terra. Perché quando si nasce da una razza di contadini certe cose ce le hai dentro, fanno parte del tuo patrimonio genetico, come queste spalle larghe che mi ritrovo e i calli nelle mani, che non mi vanno via nemmeno dopo anni e anni che smanetto su questa tastiera.
lunedì, luglio 12, 2004 Sarà capitato anche voi... Sarà capitato anche voi non di avere una musica in testa, ma di avere un sacco di gas nella pancia. Suvvia, è umano! Beh, a me è capitato sabato sera. Lì per lì m'ero sentito pure fortunato per il fatto d'essere all'aria aperta, in compagnia di tanti amici e ad una di quelle sagre di paese che, chissà com'è, ma ti ci diverti sempre. In effetti la situazione s'era fatta più ingombrante per il fatto di avere continuato a comprimere a livello addominale quell'aere mefitico: d'altronde a cena, seduto ad un lungo tavolo con tanti amici e sotto un tendone, tra risate e schiamazzi... eh no! Sai che caduta di stile! Ma lì, in un campo di calcio con un cielo di stelle sopra la testa, nelle fresca brezza della sera... Dove un posto migliore!
E così, durante una improvvisata gara di rigori nella quale fungevo da portiere, decido di carpire il diem e lascio uscire la silenziosa ma ingombrante ospite gassosa... Tremo, le ginocchia mi si piegano, il volto si sbianca! È una caloffa!! Conoscete la scala di classificazione dei peti? In breve: petus vulgaris (alta rumorosità, minimo odore), loffa (media rumorosità, medio odore), caloffa (minima rumorosità, massimo odore). E qui non c'erano dubbi!! La caloffa si sprigiona a temperature altissime che hanno favorito a livello intestinale mutazioni chimico-fisiche di inaudita pericolosità. Sempre a causa della temperatura si diffonde a velocità pazzesca e, per via della sua pesantissima molecola, ristagna a pochi metri dal suolo, rimanendo per giunta in banchi compatti a causa di un leggero ma efficace campo elettromagnetico. Immediatamente cerco di allontanarmi inorridito, novello Mr. Hyde, da ciò che io stesso avevo creato, ma per il terzo corollario della quinta legge di Murphy (in breve: se scoreggi, i tuoi amici si avvicineranno a te) la mia manovra risulta del tutto inutile, anzi di infantile ridicolaggine. Ed è lui, l'agnello sacrificale, che s'avanza. Ignaro del suo destino, come pecora muta che si consegna ai suoi macellatori, il sorriso di cofano mi si appropinqua. A circa due metri da me il sorriso si muta in disgustosa piega, gli occhi strabuzzano, i sensi stanno per mancargli. Con inumano sforzo finge che nulla sia e tenta di allontanarsi, ma tutto è inutile! Il banco della caloffa l'avvolge, il suo destino è segnato. Ora cofano è biondo, ma con la ricrescita, garantiscono i medici, i capelli torneranno ad avere il loro consueto color corvino. Pare non ci siano danni gravi cerebrali: a parte alcune iniziali allucinazioni (si dice abbia avuto mistica visione di Follini vestito da cavaliere mentre uccide il biscione) ora sta bene. La caloffa è ora segnalata nell'area di Casalpustarlengo. La protezione civile è stata allertata e la zona evacuata. Sperabilmente le piogge di questi giorni disperderanno la mortale nebbia e tutti torneremo a dormire sonni tranquilli. postato da qoelet |
15:31 | commenti (2)
mercoledì, luglio 07, 2004 Vi devo aver già raccontato di alcune delle mie disavventure da bibliotecario. Ebbene, oggi pomeriggio mi torna in mente di quando, credo a luglio scorso, mi si parò davanti un simpatico vecchietto con la sua consunta valigetta di pelle marrone sottobraccio. Bel sorriso, faccia simpatica, mi fece una richiesta ben precisa: "Mi scusi, sto facendo una ricerca ma non ho molta dimestichezza con le biblioteche... Mi serviva sapere il nome di una città della Cina". Ora, dovete sapere che a me non sarebbe consentito aiutare troppo gli utenti. In linguaggio tecnico vi direi che posso fornire assistenza solo di primo livello, ovvero vi porto i libri che mi avete chiesto e, se non siete molto pratici di computer, vi instrado sul come usare il nostro catalogo on-line. Ma non chiedetemi come si consulta una bibliografia o se mi viene in mente qualcosa a proposito dell'urbanistica medievale in area danese, perché quella è la vostra ricerca. Il miei monachelli in questo sono stati molto chiari: si possono permettere un solo dipendente, ci mancherebbe altro che si mettesse a fare da tutor a qualche erudito malvissuto! Inutile dire che da quel giorno mi sono strettamente attenuto alla regola dell'assistenza di primo livello... postato da qoelet |
16:59 | commenti (4)
Con discreto godimento sto assistendo alla decomposizione politica della Casa delle Libertà, che mai come oggi sembra proprio la casa dove ognuno fa un po' come gli pare. Intendiamoci, che Berlusconi fosse un pagliaccio senza futuro le vecchie puttane democristiane dell'UDC l'hanno sempre saputo... Suvvia, siamo seri. Pensate veramente che politici navigati come Follini, Tabacci, Buttiglione, così come Fini e i nascenti quadri politici di AN, abbiano potuto credere che un personaggio così compromesso per i suoi loschi affari e sinceramente grottesco potesse durare a lungo? Sì, perché siamo già, per chi non l'avesse capito, nel dopo Berlusconi. È iniziato, speriamo, il processo politico di creazione di una vera forza politica di centro-destra europea, e ho detto speriamo perché, se pure io voto a sinistra (s'era capito?), so che una democrazia per funzionare bene ha bisogno di un'alternativa credibile. Solo che, per loro sfortuna, il traghettamento dei voti dal partito azienda dell'unto del Signore e del Corpo Mistico ad una forza politica vera non sarà semplice. Il Cavaliere scalcerà, inveirà contro tutto e tutti prima di mollare l'osso, anche perché, come perderà gli appoggi politici che l'hanno salvato fino ad oggi dalle grinfie dei giudici, il suo tonfo sarà di quelli memorabili...
lunedì, luglio 05, 2004 Le bimbe sono a casa, la scuola per quest'anno è finita. Quindi nella pausa pranzo devo essere operativo, perché le maestre d'asilo vanno in ferie (e se lo meritano, perbacco se se lo meritano!), ma i genitori e i nonni no... Oggi c'era pure la cuginetta G., che mangiava dai miei perché l'altro nonno aveva impegni in quel di Cremona. E dopo pranzo, al posto della solita lettura (ho attaccato proprio venerdì scorso Baudolino di Umberto Eco) un bel nascondino "guidato", uno dei giochi preferiti del genio guastatori. In cosa consiste? Semplice: io infilo la piccola nei luoghi più strani della casa, le altre bimbe la cercano. Solo che oggi ho avuto la bizzarra idea di aprire un armadio e farla sedere nel ripiano più alto, sopra una pila di piumoni e copriletti già archiviati in attesa del prossimo autunno. Ho socchiuso le ante e le ho chiesto se aveva paura: "No babbo, ci ttò benissimo in quetto ammadio". Torno in corridoio, do il via, la B. e la G. partono dalla sala per stanare la loro preda all'urlo di "Stellarossavinceeee!" (che poi se avrò tempo vi spiegherò anche questa...). E quando in camera la B. vede le ante alte dell'armadio semiaperte, esclama: "Quelle non erano così prima!!". Prende una seggiola, l'avvicina, ci monta sopra, le apre e... ecco la piccola, che ride come una matta!! Urla varie, saltelli, annessi e connessi. "Dai M.", dico allora io, "vieni giù che troviamo un altro nascondiglio". "Io ci ttò bene qui!". "Sì, ma mica puoi stare dentro un armadio! Dai vieni qui che ti prendo in spalla". "No! Io ttò qui, non voio venine giù!!". E io so bene che con la piccola è inutile insistere: "Allora facciamo così, ti lascio qui per due minuti, poi però torno e scendi subito, chiaro! E stai seduta e non chiudere l'armadio". E intanto vado in cucina, che le altre due scatenate hanno sete.
Ma oggi alle 14.05, secondo più secondo meno, risalendo dallo stenditoio, dopo aver ripiegato l'ultima trapunta finalmente asciutta, cosa avrà pensato mia madre quando ha aperto l'armadio? postato da qoelet |
17:21 | commenti (7)
Sullo schermo passano i festeggiamenti della Grecia, da pochi minuti campione d'Europa, e le lacrime di Cristiano Ronaldo... Ma io questa donna l'amo alla follia! postato da qoelet |
10:11 | commenti (8)
venerdì, luglio 02, 2004 Ieri sera, come tanti, ho visto la Grecia divenire seconda finalista degli europei... Chi ci avrebbe scommesso? In fondo mi piacciono questi europei, in cui le grandi se ne vanno a casa con la coda tra le gambe. E in fondo ce lo meritiamo anche noi, di tornare a casa con i nostri uomini veri che sputacchiano su ogni faccia che incontrano e prendono miliardi per parlare con gli uccelli anche se non sono pornodive. E mi ha fatto ridere uno dei commenti da studio tra il primo e il secondo tempo, quei commenti, per capirci, che servono per riempire di nulla il poco spazio non occupato dalla pubblicità: "La forza della Grecia è affrontare l'avversario in maniera speculativa (!) rispetto alla sua disposizione in campo".
Ce li vedo io, i giocatori greci, mettersi in campo con le fronti corrugate, la mano che accarezza il mento, e distruggere i poveri cechi a furia di ragionamenti. Del resto non sono essi i pronipoti di Aristotele, Eraclito, Platone, Epicuro, Democrito, per citarne solo alcuni? Dellas, che convince Koller dell'inutilità del suo correre e affannarsi aspettando il fatidico cross, poiché, come insegnava Zenone, il movimento del pallone è pura illusione... E il terzino greco, che distrugge psicologicamente Poborsky assicurandogli che, tanto, una tartaruga è più veloce di lui! E poi c'è ancora chi dice che la filosofia non serve a nulla! E noi? Noi che abbiamo una nazionale di studenti del CEPU? Quando vinceremo qualcosa? postato da qoelet |
09:28 | commenti (4)
giovedì, luglio 01, 2004 E oggi vi racconto anche del mio amico M., che fa il giornalista. Per carità, un bravissimo ragazzo (e lo chiamo ragazzo anche se la sua età e la sua barba bianca forse non me lo concederebbero), di quelli però che è meglio passarci una serata all'osteria piuttosto che lavorarci a fianco, che casinista è casinista... Vi racconto di M., che durante il suo ultimo viaggio all'estero è capitato in un ristorante dove una elegante signora inglese, all'ennesimo drink, ha voluto deliziare i presenti intonando arie d'opera. E il caso vuole che l'improvvisata soprano anglofona non fosse poi nemmeno tanto male, così che il nostro M. l'avvicina dopo l'esibizione e, forte della sua italianità, esclama a voce alta, tra gli applausi e il giubilo degli astanti: "What a great assolo!". Gelo nella sala, il marito della cantante si alza e cerca di aggredire il nostro eroe, che ci rimane molto male e viene condotto fuori, prima che la situazione degeneri ulteriormente. E a nulla, ahimè, è valso il suo essere un conterraneo del Maestro Giuseppe Verdi, che tanto lustro ha donato alla storia dell'opera!
E meno male che stamattina M. era qui e ha preso un caffè con noi, che così ci ha raccontato l'accaduto. Perché noi gli abbiamo spiegato, quando siamo riusciti a smettere di ridere, che se urli a un inglese "assolo", lui probabilmente capirà "ass hole". E dare del buco di culo ad una soprano, da che mondo è mondo, non è bello... Ma voi quanti libri tenete aperti? Mi spiego: quanti libri leggete contemporaneamente? Perché io mi rompo a leggerne uno alla volta, mi annoio. La lettura, come l'ascolto della musica, è sensibile al contesto, all'inclinazione del momento. Ci sono giorni fatti per la saggistica più ostica, altri giorni si nutrono di narrativa e letteratura. Ci sono giorni in cui segui con vertigine il percorso logico di un neotestamentarista ebreo di lingua tedesca, stando attento a non scivolare su uno sdrucciolevole alef piuttosto che perderti nei giri di un samekh, e mentre ti dimeni negli stretti anditi di quel ragionamento sottile, i tuoi denti stringono le estremità delle tue dita facendole sanguinare, nell'ansia di sapere dove arriverai. Ci sono giorni in cui ti lasci condurre con leggerezza, affatto spensieratamente, in ampie spiagge di narrativa, sorridendo di facili giochi di parole che con gratitudine accogli dalle pagine che hai aperte a pochi centimetri dal tuo naso.
E voi, quanti libri tenete aperti? postato da qoelet |
15:49 | commenti (3)
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